Aperitivo con il Colonnello Giammarco Bellini e Francesco Di Domenico

Venerdi 13 aperile dalle 11 alle 12:30

E’ il 25 settembre 1990, e l’Italia entra in guerra contro l’Iraq prendendo parte alla operazione “Desert Storm” e schierando presso la base di AL DHAFRA (Emirati Arabi Uniti) 8 velivoli Tornado. In un primo tempo i nostri Tornado hanno il compito di assicurare la copertura aerea al gruppo navale della Marina Militare Italiana, che è schierata nelle acque del golfo da molti mesi, questa protezione viene svolta egregiamente dai nostri piloti. Successivamente i compiti vengono estesi anche ad azioni offensive, su decisione del nostro Governo insieme alla forza multinazionale. I nostri 8 Tornado si levano in volo nella notte tra il 17-18 gennaio dalla base aerea “Locusta” per un azione di bombardamento su un centro comunicazioni e un deposito di munizioni Irachene a nord di Kuwait city. Si incontrano con altri velivoli alleati per un rifornimento da una cisterna. Ma le condizioni meteorologiche sono proibitive per il rifornimento, ed impongono al grosso del gruppo di ritornare alla base compresi gli aerei alleati.

Un solo Tornado riesce ad effettuare il rifornimento, ed è quello del maggiore pilota Gianmarco Bellini con il cap.pilota Maurizio Cocciolone, che effettua la sua missione di sgancio a bassa quota centrando l’obbiettivo assegnatogli.

Ma il Tornado viene colpito dalla contraerea, e i due membri dell’equipaggio si lanciano atterrando nella piena oscurità del deserto Iracheno.

Vengono cosi’ catturati dai soldati nemici e fatti prigionieri, l’Italia apprende questa notizia dalla TV, con le pietose immagini del cap. Cocciolone, con il viso tumefatto che ripete “my name is Maurizio Cocciolone and is a captain of the Italian Air Force”del magg.Bellini non si saprà più niente di loro fino alla loro liberazione avvenuta al termine del conflitto.

Era l’inverno del 2006, e Gianmarco Bellini ridacchiava innanzi ai divertenti racconti di Francesco Di Domenico tra un bicchiere di buon vino ed una splendida forma di pecorino.

E forse, proprio sotto l’effetto di quel piacevole rosso, Gianmarco, incominciò a raccontare di quella “Notte in Arabia”, e mentre richiamava alla memoria uno dei pochi decorosi e seri articoli di quel periodo, redatto da una efficiente Maria Grazia Cutuli ed apparso su “Epoca”, mi chiese: “La scriveresti quella storia?”.

Francesco Di Domenico

Francesco Di domenico riesce cosi’a far rivivere in un intensissimo e commovente racconto edito da Boopen Led, dal titolo Notte in Arabia i 47 giorni di prigionia di Gianmarco.

Il volume è reso ancora piu’ prezioso dalla copertina realizzata da giovane studente d’Accademia, Ahmed Al Safi, in quella notte del 17 gennaio, fuggiva da Bagdad, per tornare nell’entroterra dove abitava. 20 anni dopo, Ahmed Al Safi è uno scultore affermato ed un pittore di rilievo, ed in quella copertina vi è il toccante racconto di quella famosa notte.

Il libro è stato presentato in conferenza stampa al Senato il 15 marzo, e, galeotta e ghiotta l’occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, per una storia che andava raccontata.

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